Sei una libera professionista e vorresti costruire un sistema per vendere le tue consulenze online mentre dormi?
Lo so, sarebbe bellissimo!
La risposta sincera che posso darti è che sì, hai a disposizione tanti strumenti che possono lavorare al posto tuo senza che tu debba essere online 24 ore su 24 o che debba perdere ore in trattative via messaggio privato su Instagram.
Questi strumenti, però, devono far parte di una strategia di vendita più ampia che coinvolga anche social, comunicazione, anche pubblicità a pagamento, se necessario.
In questo articolo vediamo, passo dopo passo, come prepararti a vendere consulenze online e quali strategie concrete e piattaforme possono renderti la vita più facile.
Di cosa hai bisogno per vendere consulenze online
Prima di buttarti nella scelta di strumenti e piattaforme, c’è un lavoro molto più importante da fare: progettare la tua offerta in maniera strategica.
Senza strategia, infatti, qualsiasi cosa farai sarà una scatola vuota.
Creare un’offerta ben definita
Il primo passo per vendere consulenze online è avere un’offerta chiara.
Una persona che legge la pagina in cui presenti il tuo servizio devi capire in pochi secondi se l’offerta è adatta a lei, che problema risolve, cosa include e quanto costa.
Un’offerta vaga o con informazioni lacunose genera domande e dubbi nella testa di un potenziale cliente e lo scoraggia dal contattarti.
Aprire un canale di vendita
Ora che hai definito l’offerta ti serve qualcosa di molto pratico: un canale di vendita.
I social e, in generale, i tuoi canali di comunicazione fanno infatti da cassa di risonanza e sono fondamentali per parlare del tuo brand e dei tuoi servizi.
Ma dove mandi un potenziale cliente, una volta che hai ottenuto il suo interesse?
Ti serve uno spazio in cui mostrare in modo ordinato e dettagliato la tua offerta, il prezzo, le sue caratteristiche.
Questo “spazio” può essere un sito web per vendere consulenze on-line, anche un semplice sito composto da una sola pagina.
L’importante è che sia sempre disponibile e consultabile più volte, che raccolga tutte le informazioni fondamentali sul tuo servizio di consulenza e, soprattutto, un pulsante per acquistarlo (o prenotarlo).
Creare un funnel per vendere le consulenze
Dopo aver pensato al tuo canale di vendita, è arrivato il momento di mappare il funnel cioè il percorso che una persona fa da quando ti scopre a quando prenota la consulenza.
Ecco come farlo.
1. I punti di contatto prima del sito
Dove entrano in contatto con te i tuoi potenziali clienti?
I social, certo, ma non solo. Dipende molto non solo dal settore in cui lavori ma anche dal modo con cui tu lavori.
Ti faccio l’esempio di due mie clienti: per V., una psicoterapeuta con uno studio fisico, il luogo migliore in cui incontrare le sue persone è Google, attraverso il posizionamento (SEO), la pagina Business Profile e pubblicità a pagamento.
Per E., invece, che lavora come consulente in un settore molto specifico e chiuso, i canali di primo contatto più importanti sono LinkedIn ed eventi di networking.
In questa fase del funnel l’obiettivo non è vendere, ma farti conoscere.
2. La pagina servizio
Chi arriva sul sito deve trovare una pagina dedicata alla consulenza con informazioni chiare e specifiche: cosa include, per chi è pensata, quanto costa, cosa succede dopo aver prenotato.
È qui che la persona può decidere se sei la professionista giusta per lei.
3. Un freebie
Molto probabilmente una persona non prenoterà la tua consulenza al primo contatto ma avrà bisogno di più tempo per riflettere svia newsletterull’acquisto.
Può avere senso proporre una risorsa gratuita (una checklist, una mini-guida, un mini-corso via email) prima della pagina servizio.
Chi scarica il freebie entra in un percorso di nutrimento (via newsletter o email automatiche) che lo accompagna verso la prenotazione con più gradualità, offrendo un assaggio del tuo metodo di lavoro, dei tuoi valori e dei tuoi risultati.
Il freebie, in più, può essere un’alternativa all’acquisto per chi arriva nella tua pagina servizio. È infatti un’ottima occasione per mantenere comunque un contatto con chi è indeciso e magari deciderà di comprare in un secondo momento.
4. Un sistema di prenotazione
L’ultimo step del funnel è quello più tecnico e, anche in questo caso, la scelta dipende molto dalla tua attività.
Se hai un servizio molto standardizzato, potresti vendere le tue consulenze online usando un sistema che permette di pagare subito.
In alcuni casi, è più utile permettere ai tuoi potenziali clienti di prenotare, scegliendo giorno ed orario, una breve call conoscitiva gratuita prima di passare alla vendita vera e propria.
In altri settori, come quello della mia cliente E., le consulenze sono talmente specifiche che la soluzione più efficace è quella di puntare ad un contatto via e-mail o addirittura via telefono.
5. Il post vendita
Se hai fatto la tua consulenza, potresti pensare che il funnel si chiuda qua. In parte hai ragione: il tuo obiettivo, la vendita, è stato raggiunto.
E se ti dicessi che c’è un ultimo passaggio che può aiutarti ad ottenere altre vendite?
Basta un’e-mail, inviata qualche giorno dopo la conclusione della consulenza, con la richiesta di una testimonianza e il link ad breve questionario o, ancora meglio, a Google Reviews.
Le recensioni che raccogli, infatti, sono un potente alleato per la vendita del tuo servizio.
Se usi le recensioni Google puoi mostrarle direttamente nella tua pagina servizio rendendola ancora più efficace.
Il percorso che porta una persona sconosciuta ad acquistare una tua consulenza, non è quasi mai un percorso lineare. Una persona può entrare in contatto con te in vari modi, più volte e in momenti diversi: scaricando il tuo freebie, leggendo un articolo del tuo blog, vedendo un tuo video su YouTube.
Non considerare mai i tuoi canali di comunicazione come comparti a sé stanti ma ricordati sempre che sono parte di un unico ecosistema che lavora per te.
3 strategie per vendere consulenze online
Dopo aver creato un funnel di vendita, puoi lavorare su come attirare le persone giuste Ecco tre strategie che funzionano bene per chi vende consulenze online.
Scrivere contenuti che parlino ai bisogni dei tuoi clienti
Quando scrivi i tuoi contenuti, indipendentemente dal canale dove li pubblicherai (blog, social, newsletter), pensali come risposta ad un dubbio, domanda o problema specifico che il tuo cliente ideale ha davvero.
Una persona che legge qualcosa e pensa “sta parlando proprio a me” è molto più propensa a prenotare una consulenza rispetto a chi legge un contenuto generico.
Vuoi capire se stai parlando alla tua persona ideale?
Ho creato Radici, un mini-corso gratuito via email pensato proprio per accompagnare chi deve ancora capire da dove partire con il proprio sito o la propria comunicazione online.
Mostrare recensioni e case study
Uno dei modi più potenti per guadagnare la fiducia di una persona che sta valutando la tua consulenza, è mostrare il cambiamento che il tuo servizio può portare nella sua vita (professionale o personale).
Oltre alle recensioni, di cui ti ho già parlato, hai un altro strumento a disposizione: i case study. Un case study racconta un percorso reale, con un problema di partenza, cosa hai fatto e il risultato ottenuto.
Non te ne servono dieci. Ne bastano un paio ben scritti, anche senza rendere riconoscibile il cliente se hai dei vincoli di riservatezza da mantenere.
L’importante è scegliere casi che parlino davvero ai problemi del tuo cliente ideale e non semplicemente i più “belli” da mostrare.
Rendere le cose semplici
Più una persona deve sforzarsi per trovare le informazioni sul tuo servizio o capire come contattarti, più probabilità ci sono che lasci perdere. Togliere frizione è una delle strategie più sottovalutate per vendere consulenze online.
Facilita la vita ai tuoi potenziali clienti inserendo una call to action chiara in ogni pagina del sito, una sezione FAQ dedicata al servizio che risponda in anticipo alle domande più comuni (quanto costa, quanto dura, come funziona), prezzi esposti e trasparenti, un box che riepiloghi cosa include la consulenza, un box che faccia capire a chi è adatta la consulenza e a chi no.
Rendi estremamente facile contattarti mettendo i tuoi dati in più punti strategici, ad esempio nel footer ed in una barra in alto sul sito, oltre che nella pagina servizio.
Un altro aspetto spesso trascurato è scegliere il canale di contatto con meno frizione per le persone a cui ti rivolgi.
Ad esempio, nel caso di una psicologa, un link diretto a WhatsApp può abbassare la barriera d’ingresso molto più di un modulo da compilare.
Piattaforme e strumenti per la vendita di consulenze online
Per iniziare, non hai bisogno di un sistema super complesse.
Ti bastano pochi strumenti scelti con cura e, soprattutto, integrati tra di loro per avere una vera e propria piattaforma per consulenze online.
Sistemi di prenotazione automatica
Per far vedere ai tuoi potenziali clienti gli orari in cui sei disponibile e farli prenotare da soli puoi usare due strumenti che probabilmente conosci: Calendly e TidyCal.
Calendly è il più usato ma ha un piano gratuito abbastanza limitato.
Io preferisco di gran lunga TidyCal che, con un pagamento una tantum di 29 dollari, ti permette di accedere per sempre al piano premium che offre molto di più della versione gratuita di Calendly.
Entrambi gli strumenti si integrano al tuo calendario (Google o ICal) per evitare sovrapposizioni con i tuoi impegni, permettono di personalizzare la pagina di prenotazione e di inserire un breve questionario in cui chiedere le informazioni fondamentali per prepararti alla consulenza.

Prenotazione con pagamento incluso
Se vuoi i tuoi clienti possano pagare la consulenza al momento della prenotazione, senza scambi di email o tempi di attesa per il bonifico, puoi farlo sia con Calendly che TidyCal.
Entrambi possono essere collegati a Stripe o PayPal, con la differenza che con Calendly puoi farlo solo se hai un piano a pagamento mentre TidyCal include questa funzionalità nel piano gratuito.
Se il tuo sito è su WordPress puoi anche usare Amelia o Bookly, plugin a pagamento che gestiscono calendario e pagamento direttamente all’interno del sito, senza aver quindi aver bisogno di rimandare le persone ad una pagina esterna.
Usando questi strumenti, in più, avrai la possibilità di personalizzare al massimo l’aspetto del sistema di prenotazione integrandolo perfettamente all’interno del tuo sito.
Chiedere il pagamento anticipato al momento della prenotazione può ridurre il numero di prenotazioni ma sei sicura che chi prenota vuole davvero usare il tuo servizio e non è semplicemente in fase esplorativa.
Se preferisci un approccio più soft puoi mantenere gratuita la prima call conoscitiva e richiedere il pagamento solo per la consulenza vera e propria.
Strumenti per svolgere la consulenza online
Per la call vera e propria, puoi usare:
- Zoom, molto diffuso ma con il piano gratuito non puoi fare riunioni che durino più di 40 minuti
- Google Meet, comodo se già usi gli strumenti Google, con il piano gratuito hai il limite di 60 minuti per call ma solo se ci sono più di 2 partecipanti
- Microsoft Teams, utile se il tuo cliente è un’azienda che già lo usa internamente
Calendly, TidyCal, Amelia e Bookly sono già integrati con questi strumenti di videochiamata e generano automaticamente il link per la call inviandolo nell’e-mail di conferma prenotazione.
Registrare la consulenza
Registrare la call può essere utile sia per te che per il cliente: la persona può rivedersi con calma i punti discussi e tu hai un riferimento a cui tornare se serve preparare un preventivo o un follow-up preciso.
In più, fornire la registrazione al cliente potrebbe essere un bonus della tua consulenza che ti differenzia dai competitor.
Se decidi di includerla, ricordati di menzionarla nella pagina del tuo servizio.
Zoom, Google Meet e Microsoft Teams hanno tutti una funzione di registrazione integrata, a seconda del piano.
Se vuoi qualcosa di più leggero e pensato apposta per le consulenze, strumenti come Fathom o Fireflies.ai registrano la call, la trascrivono in automatico e generano anche un riassunto dei punti principali.Considera che, per registrare, Fathom ha bisogno di accedere alla call come se fosse un partecipante. Fireflies.ai, invece, permette anche di usare un’estensione da aggiungere al browser Chrome.
Prima di avviare la registrazione ricordati sempre di informare i presenti che la call è registrata!
BONUS: Automazioni tra gli strumenti
Se usi più strumenti diversi (sistema di prenotazione, email marketing, fogli di calcolo, CRM) sarai abituata a copiare e incollare le stesse informazioni da un tool all’altro.
Arriva un momento in cui potresti aver bisogno di “far parlare” tra di loro le varie piattaforme in modo che condividano i dati in automatico.
Per farlo, puoi usare strumenti come Zapier o Make.
Zapier è più semplice da usare per chi comincia ed ha un’interfaccia molto guidata. Make, più complesso, permette di costruire processi più avanzati.
Un esempio pratico di quello che puoi ottenere?
Quando qualcuno prenota una consulenza su Calendly, puoi aggiungere automaticamente il suo indirizzo e-mail alla tua lista di clienti su MailerLite e puoi creare una riga su un file Google Sheets da usare per le fatture. Tutto questo senza che tu debba fare nulla a mano.
Questi strumenti non sono necessari da subito ma ha senso introdurli quando ti accorgi che perdi troppo tempo in attività manuali e ripetitive che potrebbero essere automatizzate facilmente.
Vuoi un sito per vendere le tue consulenze?
Se non hai ancora un sistema che accompagni le persone dalla scoperta alla prenotazione, possiamo costruirlo insieme: pagina servizio chiara, sistema di prenotazione integrato, automazioni per il post vendita.
